....’La maggioranza degli italiani ha espresso in modo chiarissimo la profonda insofferenza per un sistema politico chiuso, bloccato, soffocante, che avvilisce l’intelligenza e la volonta’ di operare pur presente nella nostra societa’’....
....‘I partiti hanno occupato tutto: le banche e il Festival di Sanremo, gli ospedali, le ferrovie e le centrali del latte, i teatri lirici e le universita’’....
....’i partiti si sono divisi a pezzi e bocconi tutto il paese: non e’ possibile trovare un lavoro, vincere un concorso, ottenere una licenza o un appartamento in affitto, conquistare una cattedra o un appalto se non passando attraverso le forche caudine dello strapotere dei partiti........’
....’Sarebbe ora che si passasse nel nostro paese dalla ‘partitocrazia’ alla “meritocrazia”. Ingegneri e giornalisti, manager e architetti, sono perfettamente in grado di assumere incarichi finora affidati a portaborse e galoppini elettorali, e di rispondere del loro operato sulla base dei risultati raggiunti e verificabili. I partiti facciano il loro mestiere, siano luoghi di ascolto, di formazione e di orientamento della pubblica opinione, concorrendo cosi’ come vuole la Costituzione, alla politica nazionale’.........
Questi sono stralci di un articolo di Miriam Mafai pubblicato su Repubblica nell’Aprile 1992.
La capacita’ di protesta e’ ormai una realta’ in Italia.
Dopo il 13 Febbraio si creano nuovi movimenti e c’e’ una manifestazione a settimana. Ma Berlusconi e i ‘suoi’ politici non sono un caso: sono la creazione di una classe politica che da oltre 20 anni non fa’ il suo mestiere e protestare non puo’ bastare.
Come riuscire a fare il salto dalla protesta alla costruzione e trasformare il nostro paese?
Come riuscire non solo a mandare fuori dal parlamento persone che ormai inseguono solo i propri deliri ( Ronde leghiste? Ricostituzione del partito fascista?) invece che fare l’interesse di un paese?
Come avere una classe politica con senso dello Stato e della propria Nazione e quindi dei suoi cittadini?
Come vogliamo attuare questa trasformazione dell’Italia?
A chi dice ‘A me la politica ha sempre fatto schifo!’ pongo la domanda ‘Come fai a governare un paese senza fare politica? Lasciamo i posti delle istituzioni vuoti (parlamento, comuni, circoscrizioni, etc.)?
Non c’e’ bisogno di un Parlamento vuoto ma pieno di gente che ha voglia di fare bene il proprio lavoro.
La politica .... gestione del bene comune nell’interesse comune nel rispetto delle differenze dei cittadini italiani e del proprio territorio.
La politica .... costruzione di realta’ vivibili nelle nostre citta’.
Ricominciamo a farla anche noi questa politica che e’ costruzione insieme e capacita’ di dialogare e non solo critica e protesta.
E ricominciamo ora.
Stefania Fantini